fatta di sana pianta giallo

 

Tutti i workshops

Qui di seguito un sunto delle passate edizioni del workshop e degli altri laboratori

 

logo "10,100,1000 Pallet" - Linfa

 

1° edizione del Workshop sul riuso del legno.

LinForum

Roma - Festa delle Culture Giovanili - Parco Meda (M.ti Tiburtini) - dal 29 al 7 luglio 2008

7 giornate per pensare, progettare, disegnare e materializzare idee che sovvertano il Pallet. Sedute e punti d'appoggio, strutture espositive e giochi di forme; decostruire il concetto ortogonale del pallet per strutturare spazi organici.

Creare nuove dinamiche di aggregazione, permettere la massima vivibilità del parco, renderlo interattivo e portatore di un progetto giovane.
Un progetto che espone i lavori dei suoi partecipanti, che si espone in corso d'opera.

Nella sua prima edizione l'esperienza formativa ha coinvolto i ragazzi di differenti anni di una rinomata scuola di design romana, l'Isia.

Oltre ad un'ottima opportunità di socializzazione, il lavoro an plain air si è trasformato in un'occasione per avvicinare la ricerca universitaria al pubblico di un parco di quartiere.

I ragazzi partecipanti:Flavia Ruvidi - Loris Marotta - Marco Battaglia - Alessio Milano - Enrico Sinatra - Giulia Del Bosco - Fabio Pulsinelli - Pamela Marziale - Matteo Rapisarda - Marcello Cannarsa - Francesca Mungiguerra - Anna Lombardi - Giona Fiorentino - Filippo Cuttica - Francesco Di Pietro - Stefano Di Primio - Stefano Grazioli - Gabriele Vagnoni.

 

 

logo "the green look" - Linfa

  2° edizione del Workshop sul riuso del legno.

LinForum

Roma - Festa delle Culture Giovanili - Parco Meda (M.ti tiburtini) - dal 26 giugno al 5 luglio 2009

 

Un laboratorio di progettazione e costruzione svolto all'aperto, per ragazzi universitari e giovani designer, inserito all'interno della manifestazione Go! 2009, promossa dal V Municipio in sinergia con i progetti operanti sul territorio.
Rifare il look ai luoghi pubblici indoor, con complementi d'arredo che, in qualità di oggetti condivisi, stimolino la creatività e la naturale convivialità tra le persone.

 

 

3° edizione del Workshop 10,100,1000 Pallet.

 

logo "home green home" - Linfa

LinForum

Roma - Centro di Cultura Ecologica - dal 4 al 12 giugno 2010

 

Laboratorio di progettazione e autocostruzione per ragazzi universitari e giovani designer, inserito nel Go! 2010, festa promossa dal V Municipio.
Progettare e costruire complementi d'arredo per l'ambiente domestico, a basso impatto ambientale, sempre utilizzando materiali di scarto.

 

Guarda la locandina della mostra delle opere realizzate, svoltasi all'interno del festival Anomalie 2010.

 

 

logo "Ecofatto" - Linfa

Colleferro (Rm) - Liceo Scientifico "G.Marconi" - dall'1 al 16 luglio 2010

 

Progetto "Non dire Ecofatto se non ce l'hai nel Sacco" - Educazione all'ecologia per Scuole Medie Superiori.

Workshop parte di un percorso di educazione all'ecologia realizzato in collaborazione con l'associazione UGI (unione giovani indipendenti) di Colleferro, finanziato dalla Provincia di Roma con fondi regionali, nell'ambito nel piano locale giovani 2007/2009.

 

Il progetto si articola:

- prima fase: lezioni frontali su temi transdisciplinari, legati all'antropologia, all'ecologia e allo sviluppo sostenibile;

- seconda fase: simulazione di sistemi socio-economici alternativi a quelli attuali, a basso impatto ambientale, propositivi nei confronti della tutela ambientale, instauranti dinamiche di maggiore soddisfazione personale;

- terza fase: attività laboratoriali sull'analisi di un'ecosistema, sui possibili interventi di valorizzazione del territorio, sulla comunicazione e l'informazione naturalistico/ambientale;

- quarta fase: rivalutazione di uno spazio verde (in questo caso, il cortile della scuola) attraverso la progettazione di arredi in materiale riciclato integrati alla vegetazione presente e a quella immessa, costituita da essenze endemiche ed alberi da frutta.

 

 

4° edizione del Workshop 10,100,1000 Pallet. 

Roma - Casale della Cervelletta - Parco fluviale dell'Aniene - dal 11 al 16 luglio 2011

Il 1°  luglio  2011, in occasione della presentazione del workshop, si è avuto l’intervento introduttivo dell’ex ministro dell’Ambiente Edo Ronchi che ha introdotto il tema della green economy.

Il pensiero alla base del workshop prende sempre spunto dall’analisi del ciclo di produzione degli oggetti di uso comune e palesa la necessità di una riconversione generalizzata dei metodi produttivi e dei modelli di consumo. Viene proposta una rinnovata sintonia tra progettista e artigiano, creando i presupposti per la rivalutazione della creatività e della manualità.

Il materiale impiegato, come ormai consolidato nel format 10,100,1000 Pallet, è il legno usato, recuperato dal disassemblaggio di pallet (bancali per il trasporto merci) giunti a fine ciclo di utilizzo. Questo materiale viene sottratto dalla filiera che lo condurrà fino al suo smantellamento, per la produzione di pellet o di pannelli di truciolare, se non addirittura avviato in discarica. Il workshop vuole far luce sulla differenza tra un processo che svaluta il materiale ed uno, quello in upcycling, dove il materiale acquista valore nel suo essere riusato (non riciclato), invece che perderne.

 

L'ambiziosa sfida del 2011 è stata quella di creare oggetti, complementi, arredi, che supportino un locale pubblico per giovani, che sappiano tradurre il bisogno di incontrarsi, di condividere, di ispirare il cambiamento. I materiali prodotti sono stati utilizzati per rinnovare in veste green alcuni locali di Roma, compresa la sede dell’Associazione Culturale 360°, partner dell'iniziativa.

 

Guarda il flyer dell'iniziativa

 

 

Roma - Falegnameria creativa - Parco fluviale dell'Aniene - dal 25 al 31 luglio 2011

Con questa iniziativa si è unito l'impegno per lo sviluppo sostenibile con quello per la diffusione di una cultura capace di coinvolgere tutti.
Momenti di progettazione partecipata e di lavorazione del legno si sono alternati con piccoli concerti acustici tenuti da alcuni giovani musicisti: questi momenti hanno materializzato quella dimensione di interscambio tra il design, la sostenibilità e l’espressione artistico-musicale che è il fulcro di questo progetto, realizzato in collaborazione con Arte2O e la Provincia di Roma.
L'obiettivo è stato quello di realizzare una serata musicale impiegando mobilio integralmente realizzato dai ragazzi con legno recuperato.

 

5° edizione del Workshop 10,100,1000 Pallet.

 

Calcata (Vt) - Museo di Arte nella Natura - Opera Bosco - dal 31 maggio al 5 giugno 2012

In occasione della 5° edizione del workshop si è sperimentata una nuova modalità di lavoro, come anche un nuovo tema che ha in parte abbandonato il design per approdare nel campo dell'Arte naturalistica.

Per stabilire il gruppo dei 10 partecipanti si è richiesto un'ipotesi di progetto, con cui intervenire sul bosco o impiegare gli elementi del bosco per creare un'installazione che riallacci un rapporto di vicinanza con l’ambiente. La bontà dei progetti pervenuti ha implicato la partecipazione dei reciproci creatori all'iniziativa, totalmente gratuita come sempre, che si è tenuta nel parco dell'Arte nella Natura di "Opera Bosco". Il workshop, che si è svolto per 6 giorni nel campo-tenda immerso nella natura, ha visto affiancati momenti di laboratorio creativo a situazioni a stretto contatto emozionale/corporale con la natura. Il cibo distribuito è stato a Km0, nei limiti del possibile, evitando l'uso di bicchieri e piatti di plastica; ogni partecipante ha condiviso il suo tempo con tutor e collaboratori al fine di materializzare una perfetta convivenza creativa ed ecologica (in quanto inclusiva e comprensiva dei rapporti reciproci tra uomini ed altri esseri naturali) finalizzata, anche, alla realizzazione di un'opera collettiva.

Clicca qui per consultare il programma, il materiale d'approfondimento, il bando di partecipazione, gli schizzi e il materiale fotografico dell'iniziativa.

 

 

 6° edizione del Workshop 10,100,1000 Pallet.

sunto workshop2013 01

 

 L E C C E   -   M a n i f a t t u r e   K n o s   -  dal 16 al 21 luglio 2013

workshop-ecodesign-Falconara

R O M A  -  I S I A  -  21 novembre  /  F A L C O N A R A   M A R I T T I M A  - 23 novembre 2013

 

7° edizione del Workshop 10,100,1000 Pallet.

 workshop-ecodesign-linfa-2014

M O N T E M A R C I A N O   ( A N )   -   V i l l a   C o l l e   S e r e n o   -  dal 17 al 23 luglio 2014

 

workshop-design-sostenibile-educazione-2014

V A L M O N T O N E  ( R O M A )   -  Aprile/Ottobre 2014

 

I workshop organizzati dal laboratorio propongono una rinnovata sintonia tra il lavoro del progettista e quello dell'artigiano; ciò crea i presupposti per la rivalutazione della creatività e della manualità, sminuita dal consumismo e dalle modalità e dai ritmi produttivi.

Il materiale principalmente impiegato, come ormai consolidato nel format 10,100,1000 Pallet, è il legno usato, recuperato dal disassemblaggio di pallet (bancali per il trasporto merci) giunti a fine ciclo di utilizzo o da altri complementi in legno. Questo materiale viene sottratto dalla filiera che lo condurrà fino al suo smantellamento, per la produzione di Pellet o di Truciolari, se non addirittura avviato in discarica.

Il workshop vuole far luce sulla differenza tra un processo che svaluta il materiale ed uno, quello in upcycling, dove il materiale nel suo essere riusato (e non riciclato) acquista valore, invece che perderne. Una materia prima/seconda che riassume valore grazie alla manualità, al lavoro dell'uomo.

Il tema sul quale confrontarsi è individuato anno per anno; leggendo e interpretando i bisogni che l'attualità porta alla luce, si sceglie di puntare sull'arredo, interno o esterno, pubblico o privato, o sulla comunicazione, sull'installazione artistica, sulla applicazione funzionale.

Sul piano della sicurezza sul lavoro, personale specializzato illustra ai ragazzi le normative da seguire, attraverso esempi pratici e case studiesper meglio trasferire l'importanza vitale del porre attenzione sul luogo di lavoro.

L'iniziativa è aperta e gratuita a tutti i ragazzi che vogliono intraprendere un percorso formativo che li porti a condividere competenze, idee; vedere realizzati i propri desideri, le proprie ambizioni, che a livello sociale possono capovolgere le dinamiche della conoscenza, dell'aggregazione, della convivialità, e che a livello ambientale possono aiutare a ridurre il nostro impatto sull'ambiente.

Se sei interessato a partecipare scrivici a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

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materiali Mali - annidato

 

lavorazioni artigianali su materiali legnosi: fig.1 e fig.2 : zucche di Calabas; fig.3 : seme di Baobab; fig.4 : pipe in legno; fig.5 : coltelli in ebano, pece e pelle, con inserti in rame, ottone e argento tuareg

 

 

lavorazione della pelle  -  fig.5 e fig.6 : produzioni artigianali del laboratorio

 

 

ceste, contenitori, profilati intrecciati e corde in fibre vegetali  -  fig.6 e fig.7 : produzioni artigianali per il progetto Sahel, del laboratorio Linfa

 

 

sedia realizzata in radici di Acacia legate tra loro da sottili fascette di pelle non conciata

 

 

tessuti Bogolan, in cotone, dipinti a mano con terre colorate, e tessuti filati colorati con Igname

 

 

gomma arabica estratta dall'Acacia Senegal, in alcune sue lavorazioni sperimentate dal laboratorio

 

 

lavorazione della terracotta

 

materiali ecosostenibili - annidato


Sorgono molte perplessità quando si parla di sfruttare o utilizzare materiali provenienti da aree lontane ancora dalla "civilizzazione", o meglio dall'occidentalizzazione, come i PVS. Si affronta un tema che spazia dall’etica al calcolo dell’impatto reale della produzione umana sull’ambiente. Ci si trova di fronte ad un conflitto di tipo socio-economico: potrebbe essere controproducente schedare i materiali, i semilavorati e le maestranze di paesi lontani, per far sì che questi diventino le nostre future miniere sovrasfruttate?


Sicuramente un punto forte, che la sostenibilità supporta, e la diversificazione: creare una banca che raccolga tanti materiali, nelle diverse lavorazioni possibili, non può che aiutare la diffusione di questo tipo di mentalità. Quello che è sicuro è che per avere un materiale prodotto in uno di questo Paesi si deve ricorrere a modalità d’importazione che vanno sicuramente a gravare sul valore economico del manufatto all’origine? Gli artigiani africani, in questo caso, sarebbero ricompensati del loro lavoro in modo alquanto misero. Ovvio che questo non dipende da noi, che vorremmo fare tutt’altro, ma dalle attuali logiche di mercato, che portano a recuperare mano d’opera a basso costo per poter guadagnare, dai prodotti venduti, il più possibile.


Molte associazioni, onlus ed organi internazionali ignorano i principi di bioreginalità e di facile reperibilità (a Km 0) dei prodotti, con il solo intento di incrementare un'economia nei PVS. Alcune volte vengono create delle cooperative in loco (e questo è positivo) “migliorando” la vita dei popoli del terzo mondo, ma viene instaurata una produzione essenzialmente improntata sulle esigenze degli “occidentali”. E che autonomia gli si dà in questo modo, ai PVS?


Il progetto che il Laboratorio propone e sostiene, in Africa, punta alla creazione di manufatti (oltre che a lavorazioni della terra) che siano prodotti in loco come anche impiegati nelle stesse campagne. In questo modo non ci sono passaggi di mano, in cui i prodotti danno adito a speculazioni. Per di più, parlando di ecologia spiccia, la Materia sottratta alla terra (anche se si parla di rifiuti, organici) è bene che si allontani il meno possibile dal luogo di nascita. Solo così si assicura “la chiusura del cerchio” (per citare una fonte autorevole, Barry Commoner 1971), e si evitano sottrazioni indebite in territori già fortemente gravati da una non felice situazione climatica ed ecosistemica. Sì, perché quando parliamo di semilavorati del sud del mondo, non possiamo che fare riferimento alle fibre vegetali, o comunque ai materiali naturali: argilla, gommoresine, pelli animali. Tutte cose che dovrebbero essere impiegate al posto di plastiche ottenute chimicamente, ma che però non dovrebbero finire per deturpare un equilibrio già precario. Se voglio utilizzare un gran numero di fibre, dovrò ricordarmi di piantare altrettante (minimo) piante che le riproducano. Questo viene già fatto, per gli alberi, in cambio di lego nuovo? Certo, ma non abbastanza. Il deficit di biomassa è arrivato a livelli allarmanti, tanto da causare un problema non paragonabile alla nostra isterica crisi economica.


Si potrebbe pensare ad un modo per certificare l’operazione di recupero di materia che viene fatta?

Per essere chiari, facciamo un esempio: se voglio l’interno della mia barca in fibra di Hyphaene Thebaica intrecciata, ordinerò ad una ditta di contattare il produttore di questo semilavorato. Con ciò, pagherò un prezzo maggiorato perché sia garantita la riproduzione della stessa pianta. Una riproduzione che, con un equo calcolo, assicuri la stessa copertura vegetale che c’era prima della soppressione di quelle foglie.


Le strade sono tante, le alternative possibili (e sostenibili) alla strada più semplice, ossia quella dello sfruttamento incondizionato dei materiali e dei popoli, perpetuata da secoli dall'uomo "evoluto", esiste. Abbisogna di una forte capacità organizzativa, rispettosa dei processi biologici della natura e di quelli culturali delle popolazioni che si vedono interpellate. Una sfida complessa, insomma, che mi auguro venga affrontata considerando il maggior numero possibile di opinioni.


Ecco alcune immagini di prodotti e profilati provenienti da nostre aree di interesse. Questi sono i relativi Paesi di provenienza:


Mali (Africa)

Marocco (Africa)

Brasile (SudAmerica)


Se vuoi aiutarci ad incrementare questa raccolta, inviaci le tue ricerche. Saremo felici di condividere le nostre conoscenze e di trovare assieme una modalità equa per poter sostenere o alimentare la cultura che li ha prodotti.